
È facile ridere quando siamo insieme, perché lo facciamo insieme. Ma dovete farlo da soli.
Fatelo anche quando vi svegliate nella vostra camera da letto, perché ridere insieme può diventare una specie di spettacolo. Lo fate per sentirvi parte del gruppo. Ma la vera felicità nasce quando siete soli. Riuscireste a ridere come avete appena fatto, ogni mattina, nella vostra camera da letto? È questo che conta. Non fatelo davanti al Maitreya, pensando “Guardate, seguo l’insegnamento di Rael e rido a crepapelle. Guardate che bravo raeliano sono”. Questo non è importante.
Ridete da soli.
Dovete sviluppare la felicità dentro di voi. Sorridete da soli, senza uno specchio, perché se vi guardate allo specchio e sorridete, sorridete a voi stessi. Invece no. Non sorridete a nessuno, nemmeno allo specchio. Svegliatevi nel vostro letto e sorridete.
Alcuni potrebbero dire “D’accordo, questo è solo un simpatico trucchetto”. Niente affatto. Non appena sorridete, il vostro corpo produce gli ormoni della felicità. Se siete particolarmente sensibili, e non tutti lo sono, potreste anche percepirlo. Quando siete negativi, tristi, depressi e avete un’espressione seria, sentite qualcosa dentro di voi, perché il vostro corpo produce degli ormoni negativi. Quando invece sorridete, vengono prodotti gli ormoni della felicità.
Non è qualcosa di spirituale o psichico, è qualcosa di fisico. Solo sorridendo, se prestate attenzione – come diceva il Buddha, se osservate voi stessi – potete percepirlo. Molte persone non ci riescono perché non prestano attenzione. La felicità è prestare attenzione a ciò che è dentro e a ciò che è fuori, ma soprattutto a ciò che è dentro. Ridere insieme è divertente. Potreste anche fare una gara a chi ride più forte, sarebbe divertente per chi vi guarda. Ma ridere da soli è tutt’altra cosa.
Non rispondetemi. Avete mai riso a crepapelle nella vostra camera da letto, completamente soli? Non rispondete. È molto importante iniziare la giornata sorridendo a voi stessi, senza farlo davanti a uno specchio. Ridete senza motivo. Se ridete perché qualcuno passa davanti al vostro letto e inciampa, non è molto interessante. Ridete da soli, e fatelo senza alcun motivo.
Beh, veramente un motivo c’è: quello di essere felici.
È un motivo sufficiente, perché serve a produrre ormoni. L’ossitocina viene prodotta quando sorridete e quando ridete. È una sorta di masturbazione degli ormoni. Vi piace masturbarvi, vero? Allora fatelo per i vostri ormoni. Vengono prodotti ovunque, specialmente in prossimità del cuore, dei neuroni del cuore. Questa è la felicità, e non potete trovarla al di fuori di voi stessi.
“Oh, domani è domenica. Parteciperò al consueto incontro settimanale e sarò felice”. No. Domani sarò presente all’incontro, ma non sarò più felice di quanto lo sia adesso. Se sareste più felici, allora non lo sareste davvero. La vostra felicità deve essere la stessa, ovunque. Non andando in un altro Paese, non incontrando qualcuno, non avendo un nuovo lavoro, non avendo un nuovo partner. La felicità è dentro di voi.
La mattina, da soli, nel vostro letto, quando vi svegliate: quello deve essere il momento di assoluta felicità. Poi, l’indomani potrete partecipare all’incontro, ma non sarete più felici. Partecipate perché volete aiutarmi a diffondere il Messaggio, perché volete incontrare gli altri raeliani, perché volete sentire questa fantastica dinamica che creiamo insieme. Ma non per diventare più felici.
“Oh, incontrerò il Maitreya e sarò felice”. No. Se siete felici quando mi incontrate, ma tristi quando ve ne andate, allora non siete veramente felici. Potete sentire la mia luce, il mio amore, molte cose diverse, ma questo non dovrebbe rendervi più felici. Quindi, allenatevi. È qualcosa di molto difficile da fare, perché dovete osservare voi stessi.
Cosa succede nella vostra vita? Il 90 per cento di quello che accade nella vostra vita non è interessante. La cosa davvero interessante è come reagite. Niente può rendervi più felici. Niente e nessuno. Ovunque nel mondo, le persone hanno questa stupida illusione di pensare “Andrò in pellegrinaggio alla Mecca e scoprirò la felicità… Andrò in un monastero tibetano e scoprirò la felicità”. Sono tutte illusioni. Dovete essere allo stesso livello di un Buddha fin dalla mattina, quando vi vegliate nel vostro letto, da soli.
Non avete bisogno di nessuno. Non avete bisogno di un guru o di un maestro. Non avete bisogno di un profeta. Non avete nemmeno bisogno degli Elohim. Da soli. Io non sono qui per rendervi felici, non posso. Anche se mi piacerebbe, non posso. I miei insegnamenti non servono a rendervi felici, ma a darvi gli strumenti perché siate voi a creare la vostra felicità. Ancora una volta, come disse Buddha “Posso guidarvi alla sorgente, tra le montagne, ma non posso bere l’acqua al posto vostro”. Ciò significa che è una vostra responsabilità. E c’è forse qualcosa di più bello che essere il leader supremo della vostra felicità?
Non Yahweh. Non il Maitreya. Voi siete il vostro guru, il vostro profeta, la vostra guida. Siatelo. Sentitelo.
Spero che nessuno di coloro che parteciperanno all’incontro della domenica sia più felice di quanto lo fosse prima di arrivare. Non voglio essere la ragione della vostra felicità. Potete usare riviste, video porno, molte cose… ma sono un’illusione. Potete andare in spiaggia e ammirare l’oceano, ma non serve a niente se non siete felici dentro.
Sapete dove la maggior parte delle persone decide di togliersi la vita? Sulle spiagge di splendide isole tropicali, all’interno di bellissimi resort. Non lo fanno in brutte città, piene di fabbriche e rumore. No. Perché coloro che ci vivono sognano di poter essere, un giorno, su una bellissima spiaggia. Ma se hanno la sfortuna di guadagnare molti soldi, inevitabilmente si compreranno una casa sul mare. Poi, si siederanno sulla sabbia, di fronte al bellissimo oceano… e non proveranno nulla. È terribile. Vivono il loro sogno, ma ciò non li rende felici.
La felicità deve venire da dentro.
Ricordate quella bella storia che vi ho raccontato sul ricco uomo americano che voleva trovare la felicità? Allora, prenotò un volo in prima classe per il Tibet, noleggiò una macchina con autista e raggiunse il villaggio dove si diceva vivesse il più grande guru del mondo. Una volta arrivato, vide un edificio con il simbolo di questo guru. Davanti, c’era un mercato all’aperto, si udiva un gran trambusto, c’erano animali, gente che urlava… un vero villaggio. Si diresse verso quell’edificio, pensando “Mi diranno certamente come raggiungere il monastero sulle montagne”.
Entrò e un monaco lo accolse. Disse “Voglio ricevere l’insegnamento del guru”. E il monaco rispose “Sono io” – “Dove mi insegnerai?” – “Qui” – “Posso cominciare a imparare la meditazione? Non andremo da qualche parte sulle montagne? Resteremo qui, nel villaggio, con tutto il rumore del mercato, gli animali, i bambini che corrono, la gente che grida?” – “Sì, resteremo qui”.
“Allora, quando iniziamo? Quando inizierai a insegnarmi?” E il monaco disse “Adesso” – “Adesso? Subito?” – “Allora, questa è la prima lezione: siediti”. L’uomo si sedette sul pavimento e il monaco si allontanò. Subito pensò “Sicuramente tornerà con un libro o qualcosa del genere”. Passò un’ora, due ore. Nessuno tornò. Finalmente, il monaco venne e l’uomo chiese “Allora, quando inizierai a insegnarmi?” – “Siediti” – “Per tutto il giorno?” – “Siediti. Questo è l’insegnamento: presta attenzione a te stesso, osserva te stesso”. Poi, il monaco lo condusse in una piccola stanza dove non c’era, ovviamente, né telefono, né radio, né libri, niente. “Non dormire. Non parlare. Tutto qui”.
E l’uomo rimase lì tutta la notte, da solo, senza nulla. Cominciò a osservare se stesso e tutte quelle idee che aveva sul ricevere insegnamenti. Al mattino, aprì la porta. Il monaco era lì. “Cosa facciamo adesso?” – “Siediti”.
Una settimana. Niente. Niente cibo.
Niente da bere.
Niente musica.
Niente telefono.
Niente libri.
Niente da scrivere.
Solo sedersi.
Questo seminario gli costò diecimila dollari, per non fare nulla. Ma dopo una settimana, l’uomo se ne andò piangendo, perché aveva capito. Aveva imparato, non facendo nulla, a osservare se stesso. Penso sempre a questa storia quando andiamo all’Università della Felicità. Mi chiedo perché sprecare tante energie per insegnare, Il mio sogno è accogliere tutti e dire semplicemente “Sedetevi”.
Tutto è dentro di voi.
Sedetevi e siate. Non c’è nemmeno bisogno di dire “Siate”. Quando siete seduti, in silenzio, non avete altra scelta che prestare attenzione a voi stessi. Subito, c’è una tempesta di pensieri.
“Quando inizierà?”
“Quando tornerà il monaco?”
“Cosa faremo domani?”
Sono tutti pensieri. Il nulla non crea nulla. Il nulla vi aiuta a osservare voi stessi. È come accendere un fuoco all’aperto. Mettete legna, ancora legna, ancora legna e il fuoco divampa. Il fuoco dei vostri pensieri è la stessa cosa. Quando non c’è più legna, il fuoco si riduce sempre di più e all’improvviso si spegne. La stessa cosa succede con il fuoco dei vostri pensieri. Il fuoco dei vostri pensieri crea l’opposto della felicità, perché vi disconnette dall’istante presente.
Il fuoco è un bellissimo esempio, perché il fuoco esiste solo ora. La legna brucia ora. Il fuoco stesso è quasi un’illusione. Fisicamente non sta succedendo nulla di speciale, eppure c’è il fuoco. È esattamente ciò che accade nel vostro cervello e nel vostro cuore.
Tutti pensano che il pensiero nasca solo nel cervello. Il pensiero del cervello è un veleno, ma il pensiero del cuore è un veleno ancora più forte. L’esempio più bello del fuoco del cuore è la gelosia. La gelosia è il pensiero del cuore. Il vostro partner guarda un altro uomo o un’altra donna e immediatamente nascono dei pensieri. Non qui, nel cervello. Qui, nel cuore.
“Perché l’hai guardato?”
“Perché l’hai guardata?”
È così divertente quando osservate voi stessi. Nei casi estremi di gelosia, il pensiero del cuore, alcune persone prendono una pistola e uccidono il proprio partner. Uccidono la persona che amano. È un pianeta di stupidi. “Ti amo, quindi ti uccido”. Per favore, qualcuno mi svegli, sto sognando. Ma succede ogni giorno. La gelosia è il pensiero del cuore. Incontrate qualcuno, provate entusiasmo, e poi il pensiero del cuore dice “Tu sei mio”. Perché?
Voi siete voi. Non appartenete a nessuno. Non appartenete a nessuna nazione. Non appartenete a nessuna religione. Non appartenete a nessuna lingua. Siete liberi di scegliere. Liberi di essere.
Come potete essere?
È difficile. Sorridendo. Quando sorridete, siete voi a sorridere, nessun altro. Chi c’è nel vostro sorriso? Nessun altro. Siete voi. Siete completamente voi. Quando ridete, chi sta ridendo? Potete rimandare la vostra risata? Quando qualcuno vi racconta una barzelletta divertente, potete dire “Oh, fantastica… riderò domani mattina”. Mai. Quando ridete e quando sorridete siete completamente nell’istante presente. Ciò significa che state osservando voi stessi.
Quindi, per favore: sorridete e ridete non appena vi svegliate.
E non smettete. Perché smettere?
Grazie.




